Dōmo arigatō, Toriyama-sensei!

Come ho scritto sulla mia pagina Facebook, è davvero difficile che io faccia post di cordoglio. Non ne faccio per persone che ho conosciuto dal vivo e con cui magari ho interagito per anni, preferendo tenere certe cose “private”, figuriamoci per qualcuno che non ho mai visto di persona.

Ma la morte di Akira Toriyama, padre di Dr. Slump e soprattutto Dragon Ball, probabilmente il fumetto che (pur con le sue mille ingenuità) ha maggiormente segnato la mia infanzia e adolescenza, merita un’eccezione.

Innanzitutto perché Dragon Ball è il mio manga preferito di sempre. Nel corso di quarant’anni mi ha accompagnato in vari modi e in varie incarnazioni ed è legato a tantissimi ricordi felici. In secondo luogo, per ciò che Toriyama ha rappresentato non solo per i mangaka a lui successivi (andate a leggervi i commenti di Eiichirō “One Piece”, Oda, Masashi “Naruto” Kishimoto e Tite “Bleach” Kubo per farvi un’idea di che gigante fosse Toriyama agli occhi dei suoi amici e colleghi più giovani). Fra colleghi e fan, l’ondata d’amore e rispetto per il maestro è stata soverchiante, la più grande Genki Dama mai vista dalla sconfitta di Majin Bu.

Non ha scritto e disegnato solo Dragon Ball, ovviamente. Come dimenticare, oltre a Dr. Slump, piccoli gioiellini di comicità adventure come Cowa!, Kajika o Sand Land? Ma ha anche contribuito col suo iconico character design a creare personaggi iconici in videogiochi che hanno segnato la mia adolescenza, come Dragon Quest e Chrono Trigger, due capolavori JRPG che consiglio a tutti di recuperare (Dragon Quest/Dragon Warrior è una serie, volendo giocarne uno solo personalmente vi consiglio Dragon Quest IX o Dragon Quest VI).

Non conoscevo minimamente Toriyama come persona, era davvero molto riservato e incredibilmente umile nelle rare volte in cui si concedeva a qualche intervista, per una parte di me rimarrà sempre il tizio con la mascherina nascosto sotto un futon col gatto sulle ginocchia, o l’allegro robottino che compariva ogni tanto nei frontespizi di Dr. Slump. Ma come artista ha cambiato per sempre il mondo del manga e ha fatto per la sua diffusione qualcosa di grandioso.

Per quanto mi riguarda, è difficile non trovare un momento della mia vita in cui non fosse presente.
Da quando mi innamorai di Dragon Ball, intorno ai 7 anni (il “colpevole” è sicuramente l’esilarante scontro fra Goku e il ninja Murasaki), l’emozione di poter finalmente leggere il manga nel ’95 (il primo in assoluto con lettura “alla giapponese”: oggi è una cosa normale, all’epoca era una rivoluzione), la contentezza e la malinconia alla fine di Chrono Trigger, la gioia di rivedere i miei personaggi preferiti in azione in Super (dopo la parentesi poco felice di GT, in cui Toriyama era quasi per nulla coinvolto, e si vede), l’acquisto di questa o quella statuetta, i mille modi in cui le sue opere facevano capolino in dialoghi fra amici, partite a Magic the Gathering e commenti ad altri manga o anime… in ambito completamente diverso, forse solo l’immenso J.R.R. Tolkien ha avuto un impatto così forte sul mio immaginario personale.

Quello che rimane, oltre al senso di vuoto per la notizia assolutamente improvvisa, è una grandiosa, immensa gratitudine. Mi piace immaginare il maestro Toriyama con l’aureola, insieme al Re Kaioh del Nord, che chiede a chi completa la Via del Serpente di farlo ridere con una barzelletta.

Grazie di tutto, Toriyama-sensei.

One thought on “Dōmo arigatō, Toriyama-sensei!

  1. io intorno ai 20 anni (dragonball)… Però seguire Goku… (17 anni compagno di classe, mi rivelò Dragonball)…

    (non è il mio preferito, è fra i primi 3)…

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